giovedì 6 settembre 2012

Il Training Autogeno in menopausa

Training Autogeno in menopausa
John William Waterhouse, My Sweet Rose 
Una ventina di anni fa, le prime femministe arrivate alla soglia dei loro cinquanta anni incominciarono a sfatare i pregiudizi sulla menopausa, loro che ne avevano già sfatati tanti sulla sessualità, sulla contraccezione e - in generale - sulla femminilità.

Anche grazie a loro, oggi non abbiamo più in mente lo stereotipo della cinquantenne in procinto di entrare nel tunnel della vecchiaia, della inefficienza fisica, dei rimpianti.

Molto è cambiato da quando le donne - ma anche la scienza medica - confondevano la fine della fertilità con la fine della femminilità, e pensavano che la menopausa cancellasse entrambe. Oggi siamo propense a considerare questo evento una normale fase di passaggio, e nemmeno la peggiore. Ha i suoi vantaggi e spesso coincide con momenti della vita ricchi di progetti, produttivi e creativi nel lavoro come nella vita privata.

Diane Keaton in Tutto può succedere
La cinquantenne di oggi è attraente, si prende cura di sé, vuole vivere bene e dare significato alla propria vita. E' oggetto di attrazione sessuale, anche da parte di uomini più giovani, e le cronache rosa ce ne danno puntualmente conferma.
Ciò nonostante, alcuni disturbi legati ai mutati equilibri ormonali possono risultare fastidiosi.
Diane Keaton e Jach Nicholoson
in Tutto può succedere
La terapia ormonale sostitutiva - che ha molto  arricchito le case farmaceutiche - non è più vista come la panacea per tutti i piccoli o grandi disturbi della menopausa. 
Per anni le terapie ormonali sono state sopravvalutate  e prescritte a tutte, quasi la menopausa fosse una malattia da curare, o un difetto da eliminare.
Oggi se ne valutano i rischi e vengono prescritte quando proprio non se ne può fare a meno. In tutti gli altri casi, i disturbi più o meno fastidiosi  possono essere affrontati con un sano stile di vita, con  le terapie naturali, e con un atteggiamento psicologico positivo nei confronti del climaterio e della vita in generale.

Linda Ojeda, nel suo bel Manuale Menopausa senza Medicine, stila un decalogo: 
  • La menopausa non è l'inizio della fine;
  • Dopo la menopausa non si invecchia più rapidamente:
  • Non necessariamente si verificano aumento di peso, depressione o   compromissione dell'aspetto fisico a causa della diminuzione dei livelli estrogenici;
  • Fertilità non significa femminilità;
  • Non si perde interesse per il sesso a causa della riduzione dei livelli estrogenici; 
  • Prendere estrogeni non aiuta a rimanere giovani; 
  • I sentimenti provati in menopausa sono reali come quelli avvertiti in altre fasi esistenziali; 
  • La menopausa non è un mistero: è un processo facile da comprendere; 
  • Le medicine non sono la risposta a tutti i suoi sintomi; 
  • Non dovete soffrire in silenzio, anzi non dovete assolutamente soffrire.(pag. 17).
Negli anni della menopausa, spesso ci si decide a mettere in atto quei comportamenti virtuosi che negli anni precedenti venivano sottovalutati, per mancanza di tempo e di disposizione mentale. Tra questi, la pratica regolare del Training Autogeno è a buon diritto uno tra gli strumenti più efficaci.

I disturbi più comuni in menopausa sono l'irritabilità, l'insonnia, le vampate di calore, l'aumento di peso, la tendenza all'umore depresso e agli sbalzi di umore. Vediamo come il TA può essere di aiuto.

Irritabilità

Il TA, in quanto tecnica di autodistensione, promuove uno stato di benessere psicofisico e può diventare una piacevole abitudine quotidiana per mantenere uno stato di tranquillità e per rispondere in maniera adeguata agli eventi stressanti. 
L' allenamento regolare con il TA abbassa il livello degli ormoni dello stress e aumenta la produzione delle endorfine, contribuendo in tal modo a mantenere stabile l'umore.
Può anche potenziare gli effetti di altre pratiche di igiene psicofisica, quali la meditazione, il movimento fisico, la dieta equilibrata.

Insonnia

La pratica regolare e costante del Training Autogeno aiuta a prevenire e curare l'insonnia che sovente si presenta in menopausa. L'esercizio della sera favorisce la qualità del sonno e riduce i risvegli notturni. Quando questi si verificano, praticando brevemente il TA per qualche minuto è possibile riaddormentarsi con facilità.
Si possono elaborare delle formule comportamentali specifiche per favorire l'addormentamento e anche per prevenire i risvegli precoci.
Si può utilizzare anche la tecnica dell'orologio interno, programmandosi, tramite una formula specifica, a svegliarsi a una certa ora e non prima.

Vampate

Le famigerate vampate sono tra gli effetti più fastidiosi, sia perché disturbano il sonno, sia perché hanno fastidiose implicazioni sociali. Spesso si ha la sensazione che tutti si accorgano dell'improvviso rossore e del disagio che ne consegue, anche se non è quasi mai così.

Per ridurle, si può agire con il TA in due modi: 

Indirettamente:
il fatto stesso di praticare quotidianamente un metodo di autodistensione genera uno stato mentale di serenità rendendo la donna meno soggetta alle vampate. Queste, infatti, hanno in parte una origine psicosomatica, sebbene vi sia alla base una componente ormonale. Molte donne riferiscono che, quando sono tranquille hanno meno vampate, mentre tendono a soffrirne di più nei momenti di agitazione o di stress.

Direttamente: 
le vampate possono essere affrontate attraverso la personalizzazione dell'ultimo esercizio del ciclo somatico, la Fronte fresca. Si tratta di un esercizio che provoca vasocostrizione. La donna allenata può personalizzare l'esercizio, imparando a trasferire la vasocostrizione (sensazione di fresco) sul volto e sul tronco. Un'altra possibilità è quella di imparare a convogliare il calore verso una parte del corpo non visibile, ad esempio i piedi. Con apposite formule personalizzate, la donna fa defluire il calore della vampata dal volto ai piedi, eliminando così non solo il disturbo in sé, ma anche l'ansia sociale ad esso correlata.

Aumento di peso

Alla menopausa e ai mutamenti ormonali ad essa correlati si attribuisce l'aumento di peso, ma oggi si tende a pensare  che gli squilibri ormonali sono siano in parte "colpevoli" dell'aumento di peso. Vanno presi anche in considerazione i fattori psicologici e le corrette abitudini di vita.
La donna serena, motivata, attiva professionalmente è più propensa a prendersi cura di sé, ad alimentarsi correttamente e a dedicare del tempo al movimento fisico. Queste buone abitudini sono più facili da acquisire e da mantenere se sostenute da un allenamento costante con il TA. La tecnica, infatti, è utilizzata con successo quando è necessario sostenere la motivazione,  la concentrazione e l'impegno in vista di un obiettivo, ad esempio nello studio, o nello sport.
La dieta, dunque, così come il movimento fisico quotidiano, possono rappresentare un obiettivo, proprio come affrontare un esame o una gara sportiva, e come per questi, ci si può aiutare con il TA.  
Inoltre, poiché spesso di mangia per noia, o per riempire dei vuoti emotivi o affettivi, è possibile colmare tali vuoti con il piacevole appuntamento con se stese costituito dalla esercitazione con il Training Autogeno.
Infine, abbassando il livello di ansia generalizzata, il 
TA tende a evitare l'instaurarsi del circolo vizioso:  tensione - cibo - senso di colpa - aumento della tensione.

Umore depresso

Sarebbe riduttivo pensare che lo squilibrio ormonale sia l'unico responsabile delle alterazioni dell'umore che affliggono alcune donne nel periodo della menopausa. Accade di frequente che l'età del climaterio coincida con l'insorgere di problematiche esistenziali dovuti ai fattori più diversi: insoddisfazione sentimentale o professionale, sindrome del nido vuoto, difficoltà relazionali, sensazione di non sentirsi più a proprio agio in un certo ruolo e difficoltà di ridefinirlo, solo per fare alcuni esempi. Si tratta magari di problemi a lungo latenti o ignorati, che si presentano solo apparentemente all'improvviso e che possono causare disagi di vario tipo, dalla malattia psicosomatica all'umore depresso, finanche alla depressione vera e propria.
Sarebbe altrettanto riduttivo aspettarsi che la pratica del TA - o anche della Meditazione o dello Yoga - possano di per sé guarire uno stato depressivo, seppur lieve. La psicologia ritiene che il sintomo sia sempre una risposta a un disagio profondo, e tale disagio va scoperto, interpretato, elaborato: solo in questo modo, attraverso il lavoro che fanno assieme paziente e terapeuta, si arriva alla soluzione del problema. 
In contesti del genere, il TA può essere di grande aiuto, ma solo se inserito nel più vasto progetto di una psicoterapia autogena

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