sabato 3 giugno 2017

Come agisce il Training Autogeno

 “Penso che sia possibile, come un giardiniere che ripulisce dagli intralci il giardino, rimuovere gli ostacoli che impediscono il vero sviluppo individuale”.


Così rispose Iohannes Heinrich Schultz, l’ideatore del Training Autogeno, a Sigmund Freud che gli chiedeva se pensasse di poter guarire con il suo metodo.1


Con la felice metafora del giardiniere, Schultz delinea il campo di azione del Training Autogeno inteso come psicoterapia e non soltanto come un metodo di rilassamento tra i più efficaci.


La Piccola psicoterapia: così lo definisce Schultz, mentre il Training Autogeno Superiore è la Grande psicoterapia.2

Grazie alla pratica costante si possono ottenere ottimi risultati nel recare sollievo a tutti i disagi generati dallo stress: gli stati ansiosi, l’insonnia, i disturbi digestivi, la difficoltà di concentrazione, le difficoltà sessuali, i comportamenti inadeguati, come mangiare o fumare troppo, e l’elenco potrebbe continuare, come ben sanno le persone che soffrono per le conseguenze dell’ansia.

Il meccanismo di azione consiste nel ripristino dell’equilibrio delle funzioni dei tre sistemi involontari: il sistema neurovegetativo, il sistema neuroendocrino e il sistema immunitario.


Per comprendere come agisce il TA in pratica, analizziamo per ciascun esercizio gli effetti e i significati simbolici 3.

giovedì 15 dicembre 2016

Mindfulness

Mindfulness
Che cosa è la Mindfulness

La Mindfulness è una disciplina meditativa che mira al raggiungimento della consapevolezza di sé e del benessere psicofisico.
La sua pratica costante è efficace nella prevenzione e nella cura degli effetti negativi dello stress.


Da dove viene 

La Mindfulness è molto antica e al tempo stesso moderna: nasce infatti dall’incontro tra la meditazione buddista vipassana di duemila anni fa e la moderna psicologia.


E’ stata elaborata negli anni 70 dal medico Jon Kabat-Zinn, ricercatore dell’Università del Massachussets.

Egli, buddista convinto, provò  a proporre pratiche di meditazione ai pazienti ricoverati nel suo ospedale. Ben presto osservò che i pazienti più assidui nella pratica meditativa mostravano miglioramenti significativi, sia riguardo la patologia che la qualità della vita.

lunedì 21 novembre 2016

Che cosa occorre per apprendere il Training Autogeno

Il Training Autogeno è un metodo semplice da imparare e accessibile a tutti. Nonostante ciò, alcune persone lo abbandonano prima di averne completato il percorso di apprendimento, pur avendolo intrapreso con entusiasmo.

Che cosa occorre per apprendere il TA? Nulla di speciale, soltanto quello che serve per accostarsi a qualsiasi metodo.

Averne un’idea permette di evitare delusioni, magari screditando il metodo con un semplicistico “con me non funziona”.

Vediamo quali sono i requisiti necessari per imparare a praticare il Training Autogeno con soddisfazione e soprattutto per godere di tutti i vantaggi che questo metodo offre.

mercoledì 15 giugno 2016

Metodologie autogene. Il bisogno di quiete e raccoglimento come esperienza creativa

Metodologie Autogene

Luciano Palladino propone una riflessione matura sul Training Autogeno nelle sue diverse declinazioni, da metodo di rilassamento a formidabile accesso alle istanze più sane, più ricche, più profonde della persona. Non indica punti di arrivo, ma l'apertura a nuove esplorazioni, e il sottotitolo è una promessa.

Con l'autorevolezza conquistata in anni di studio e di confronto con i pazienti e con i professionisti che ha formato, Palladino narra la storia di una ricerca interiore in continuo divenire e interroga i grandi pensatori che, alla  luce di discipline diverse - dalla mistica cristiana al buddismo, dalla medicina alla biologia - hanno percorso le vie della consapevolezza e della autorealizzazione. La chiave di lettura è la collocazione del TA nell’ambito della scienza della complessità.

Palladino ha avuto per Maestri i padri del TA e il loro influsso si avverte, e suona tributo affettuoso a ciascuno di loro.


Metodologie Autogene ci conferma che il TA può dare grandi soddisfazioni quando il terapeuta e il paziente assieme investono tempo, dedizione, apertura all’ascolto, ma anche umiltà, perché, come scrive Tullio Bazzi, un grande Maestro del training Autogeno: "Se chiedete poco, avrete molto, se chiedete molto, non vi sembrerà mai abbastanza".

giovedì 17 marzo 2016

Il Protocollo nel Training Autogeno

Il Protocollo nel Training Autogeno
Durante il periodo di apprendimento del Training Autogeno è utile compilare un diario dell’esperienza: il Protocollo.

Dopo ogni esercitazione , l’allievo annota sul Protocollo le sensazioni fisiche avvertite e i vissuti emotivi e psicologici che sono emersi. Il Protocollo con le auto-valutazioni di tutte le esercitazioni settimanali va consegnato al terapeuta per discuterne assieme.

La compilazione del protocollo è raccomandata da  I.H. Schultz, l’ideatore del Training Autogeno e lo richiedono i terapeuti che ancora oggi ne seguono le direttive.

Non sempre è facile convincere l’allievo a scrivere. La vita scorre così veloce tra tanti impegni, a volte è già difficile trovare il tempo e la disposizione fisica e mentale per eseguire gli esercizi di TA,  e scrivere può essere considerato impegno in più.  Spesso i pazienti non ne avvertono la necessità e adducono motivazioni come: “Non ho tempo”, oppure” Mi ricordo benissimo le sensazioni che provo, gliele riferisco a voce quando ci vediamo, o ancora “Non amo scrivere”.

Secondo la mia esperienza, vale la pena di insistere, poiché il Protocollo è utile per molte ragioni.

sabato 12 marzo 2016

Corso online di Training Autogeno

Da molti anni conduco un Percorso di Training Autogeno di base.
L'idea di insegnare il Training Autogeno a distanza nasce dalla mia esperienza più che trentennale con questo metodo di rilassamento e dalla convinzione che grazie a Internet è possibile offrire un valido aiuto anche a distanza.


Corso on line di Training Autogeno

Il percorso on line può essere utile a chi:

mercoledì 2 marzo 2016

Il Training Autogeno nel trattamento dell'attacco di panico

Training Autogeno DAP"E' un gigante dai piedi di argilla, con molti punti deboli. Si dà delle arie, ma in realtà non è capace di far del male a una mosca."
Così  lo psicoterapeuta Luciano Masi 1 usa dire ai suoi pazienti quando gli parlano del "mostro" che li ha portati da lui: il panico. E prosegue sempre con un'altra frase a effetto: "Non c'è mai stato il caso di una persona che sia morta durante un attacco di panico. E' impossibile!"

mercoledì 7 gennaio 2015

La Consulenza psicologica on line

Il primo incontro con lo psicologo può essere fonte di apprensione  e spesso lo si rimanda con qualche scusa, magari tenendo il biglietto da visita del professionista ben custodito nella borsa.

E se fosse più facile on line?

Patrizia Belleri Consulenza psicologica on lineSi possono scambiare alcune e-mail  con lo psicologo, per iniziare a conoscere e farsi conoscere, per rassicurarsi e chiarirsi le idee. E in un secondo momento, lo si può incontrare virtualmente, con una seduta di consulenza on line  in audio video.
Molti professionisti offrono questa possibilità, utile non solo per le persone timide.

A chi può servire la consulenza psicologica on line?

domenica 8 settembre 2013

Il Training Autogeno nel trattamento dell'insonnia


Training Autogeno InsonniaIl Training Autogeno può rivelarsi molto utile per chi soffre di insonnia: praticandolo con costanza ci si addormenta con facilità, si prevengono i risvegli notturni e la qualità del sonno tende a migliorare.

L'insonnia può essere occasionale: a chi non è capitato, qualche volta, di non riuscire ad addormentarsi, oppure di svegliarsi in piena notte senza poter riprendere sonno? Può verificarsi in situazioni particolari come l'eccesso di stanchezza o in presenza di emozioni forti, o di malesseri fisici. 

Si parla invece di insonnia abituale quando la difficoltà si ripete notte dopo notte, per un lungo periodo.

In entrambi i casi - occasionale o abituale - può presentarsi con difficoltà ad addormentarsi, e si chiama insonnia primaria, oppure, con risvegli notturni, e si tratta di insonnia secondaria.

domenica 9 giugno 2013

Il Training Autogeno in situazioni estreme

Il Training Autogeno può essere di aiuto in situazioni estreme?

Il Training Autogeno in situazioni estremeSembra di sì, anche se può risultare davvero efficace solo per chi è già esperto della tecnica. In questo caso, vale l’osservazione di Hoffmann: quando si cade in acqua, è il momento meno indicato per imparare a nuotare.

I.H. Schultz, l'ideatore del Training Autogeno, riporta due casi esemplificativi:

sabato 16 febbraio 2013

La leggenda del Ju Jitsu e il Training Autogeno

Narra  la leggenda che il medico giapponese Akiyama si recò in Cina per apprendere le antiche arti marziali,  ma  non  rimase  completamente soddisfatto di nessuna delle tecniche apprese.  

Si ritirò dunque in meditazione per 100 giorni per affinare il suo sapere.


La leggenda del Ju Jitsu e il Training Autogeno
Un giorno, osservando una copiosa nevicata, notò che i rami delle possenti querce si spezzavano sotto il peso della neve, mentre il salice piangente rimaneva integro, poiché i suoi rami si  flettevano, lasciando scivolar via la neve: non è utile essere forti, dunque, ma cedevoli
Questa osservazione dette vita allo Ju Jitzu (Ju: flessibile, cedevole; jutzu: arte), l’arte della cedevolezza,  da cui in seguito ebbe origine il Judo.

domenica 10 febbraio 2013

Formazione sul Training Autogeno

Il Training Autogeno è ampiamente diffuso e praticato nel mondo ed è impiegato in molti settori: medico, psicoterapeutico, psicopedagogico, sportivo, aziendale, artistico. Tuttavia, perché sia veramente efficace, è indispensabile apprenderlo da professionisti esperti. 
Chi insegna il Training Autogeno?

giovedì 6 settembre 2012

Il Training Autogeno in menopausa

Training Autogeno in menopausa
John William Waterhouse, My Sweet Rose 
Una ventina di anni fa, le prime femministe arrivate alla soglia dei loro cinquanta anni incominciarono a sfatare i pregiudizi sulla menopausa, loro che ne avevano già sfatati tanti sulla sessualità, sulla contraccezione e - in generale - sulla femminilità.

Anche grazie a loro, oggi non abbiamo più in mente lo stereotipo della cinquantenne in procinto di entrare nel tunnel della vecchiaia, della inefficienza fisica, dei rimpianti.

Molto è cambiato da quando le donne - ma anche la scienza medica - confondevano la fine della fertilità con la fine della femminilità, e pensavano che la menopausa cancellasse entrambe. Oggi siamo propense a considerare questo evento una normale fase di passaggio, e nemmeno la peggiore. Ha i suoi vantaggi e spesso coincide con momenti della vita ricchi di progetti, produttivi e creativi nel lavoro come nella vita privata.

mercoledì 9 novembre 2011

Tutti possono apprendere il Training Autogeno?

Sono davvero pochi coloro  che non riescono ad apprendere il Training Autogeno, e si tratta quasi sempre di casi particolari.
E’ vero, tuttavia, che alcune persone sono più predisposte di altre a imparare il TA e a trarne beneficio. Inoltre, ci sono momenti della vita e circostanze esterne in cui è più probabile che il metodo venga appreso bene e i suoi effetti siano efficaci.

martedì 11 ottobre 2011

A chi serve il Training Autogeno. Indicazioni, contro indicazioni, non indicazioni.


Questo articolo è stato pubblicato sul mio sito nell’agosto del 2006. Lo ripubblico qui oggi.
L'intento è chiarire a chi e in quali situazioni il Training Autogeno può essere utile, illustrando le Indicazioni, le Contro Indicazioni e le Non Indicazioni del metodo.

sabato 13 agosto 2011

15 Domande sul Training Autogeno


1. Che cos'è il Training Autogeno?

Il Training Autogeno è una tecnica di autodistensione, ideata tra il 1908 e il 1912  da Iohannes Heinrich Schultz, neurologo e psichiatra, nato nel 1884 a Gottingen, morto a Berlino nel 1970. 
L’elaborazione del Training Autogeno prende le mosse dal desiderio, da parte di Schultz, di trovare un’alternativa terapeutica all’ipnosi.

mercoledì 3 agosto 2011

Primi passi per conoscere il Training Autogeno


Ci sono due modi per accostarsi al Training Autogeno: trovare un maestro e iniziare a praticarlo, oppure leggere dei  libri sull'argomento.
A mio avviso, il primo caso è preferibile. Consente di mettere da parte il pensiero logico e di abbandonarsi all'esperienza; si entra in contatto con il proprio corpo, e si inizia da subito l'immersione dentro di sé. Successivamente, una volta che la tecnica è ben appresa, è assai consigliabile conoscerne la storia, le basi teoriche, le applicazioni pratiche: per questo servono i libri.
La seconda possibilità è partire dalla conoscenza e poi, una volta convinti della bontà del metodo, iniziare a praticarlo.
Nell'uno e nell'altro caso, dunque, servono dei buoni libri.
Ecco un elenco dei libri  che sono stati negli anni una guida per me e per i miei pazienti.