lunedì 21 novembre 2016

Che cosa occorre per apprendere il Training Autogeno

Il Training Autogeno è un metodo semplice da imparare e accessibile a tutti. Nonostante ciò, alcune persone lo abbandonano prima di averne completato il percorso di apprendimento, pur avendolo intrapreso con entusiasmo.

Che cosa occorre per apprendere il TA? Nulla di speciale, soltanto quello che serve per accostarsi a qualsiasi metodo.

Averne un’idea permette di evitare delusioni, magari screditando il metodo con un semplicistico “con me non funziona”.

Vediamo quali sono i requisiti necessari per imparare a praticare il Training Autogeno con soddisfazione e soprattutto per godere di tutti i vantaggi che questo metodo offre.


Motivazione: vogliamo davvero imparare a praticare il Training Autogeno?

La motivazione è alla base di qualsiasi apprendimento. Non possiamo imparare qualcosa che non ci interessa davvero. Prima di accostarsi al Training Autogeno è dunque indispensabile domandarsi: è quello che voglio in questo momento della mia vita? E perché proprio il TA?
Nella mia pratica professionale, scoraggio chi mi chiede di iniziare un percorso solo “per provare”: partirebbe già in svantaggio.

Perseveranza: non cedere alla lusinga del tutto e subito

Uno dei errori più comuni di chi inizia a praticare il TA è pensare che basti poco tempo e poco impegno per raggiungere subito l’obiettivo.
Non è così. Per imparare il TA è necessario essere disposti a dedicare ogni giorno un po’ di tempo alla pratica, con regolarità e costanza. E’ evidente che questo vale per qualsiasi metodo che si voglia apprendere seriamente: dalla Meditazione, alla Mindfulness, solo per fare qualche esempio.

Disciplina: semplice non vuol dire facile

Non si può pensare di imparare a nuotare andando in piscina una volta ogni tanto, quando si ha voglia. Occorre programmare allenamenti regolari e non scoraggiarsi quando non si raggiungono subito gli obiettivi prefissati. 
Per imparare il Training Autogeno dovrai allenarti ogni giorno con orari il più possibile regolari, senza lasciarti scoraggiare quando durante l’esercitazione “non accade nulla”: prima o poi qualcosa accadrà di sicuro.

Concentrazione passiva: un nuovo approccio mentale

L’approccio al TA richiede una mentalità nuova che si può riassumere in una frase: “Lasciar accadere”. Prevede l’abbandono di qualunque attività volontaria, sia fisica che di pensiero, mentre si contemplano passivamente le formule dell'esercizio e i loro effetti sul corpo.

La coscienza si fa spettatrice di quanto avviene all'interno del proprio sé

All’inizio può sembrare complicato, perché la nostra cultura ci insegna a prediligere l’attività piuttosto che la passività, ma, quando lo si sperimenta, si scopre quanto questo stato di coscienza sia benefico.
Per realizzare la concentrazione passiva è necessario abbandonare alcuni atteggiamenti tipici del nostro abituale approccio alle nuove attività: cercare la performance. "Mi è venuto bene?" non è la domanda da porsi alla fine di un esercizio, ma “che cosa ho sperimentato?”

Lasciar accadere: allentare il controllo

Essere troppo razionali non giova all’apprendimento del TA. E’ utile una certa disciplina nell’allenamento quotidiano, ma, durante l’esercitazione si deve evitare l’eccesso di controllo: ad esempio preoccuparsi del numero esatto delle ripetizioni delle formule, o chiedersi “Avrò fatto bene?”. L’esercitazione del TA non richiede di ottenere risultati, ma è semplicemente un'esperienza da vivere.

Training Autogeno vuol dire “che si realizza da sé”: evitare i supporti sonori

Il web è pieno di guide sonore che con voci suadenti invitano al rilassamento, magari con un sottofondo di suoni della natura o di musica new age: non è Training Autogeno!

Proprio perché si tratta di raggiungere uno stato mentale che si genera da sé, è necessario che non vi siano interferenze di sorta e che l’esercitazione possa avvenire nel silenzio. Molti terapeuti, in studio, suggeriscono le parole delle formule mentre il paziente si esercita, ma si tratta di una dimostrazione didattica, solo per mostrare come si procede, poi l’allievo a casa proseguirà per proprio conto ad allenarsi in silenzio.

Chi inizia la pratica abituandosi al supporto sonoro, difficilmente riesce poi a realizzare il vero stato autogeno.

Ambiente adatto: non ci si può allenare dappertutto

E’ necessario scegliere con cura l’ambiente dove allenarsi. Deve essere silenzioso, in penombra e il più possibile privo di elementi disturbanti.
Questa raccomandazione vale solo per il periodo dell’apprendimento: una volta che si è esperti, si potrà ricorrere al TA anche nelle circostanze difficili, si pensi alla sala parto.

Scegliere il momento adatto

E’ consigliabile iniziare l’apprendimento del TA in un momento relativamente tranquillo della propria vita. E’ molto difficile imparare a rilassarsi - in generale - quando si sta vivendo una situazione di ansia acuta.


Trovare un maestro: evitare il fai da te

Esistono molti ottimi libri che indicano la strada da seguire per imparare il TA. Tuttavia, la presenza di un maestro che segue passo passo il percorso presenta dei vantaggi da non sottovalutare:

• Segnala per tempo errori da cui poi è difficile liberarsi;
• Rispetta i tempi dell’allievo e suggerisce la progressione degli esercizi in base a tali tempi;
• Personalizza il percorso sulla base delle esigenze individuali.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

È proprio così! Sono le stesse cose che per due mesi mi ha ripetuto la psicologa.

Patrizia Belleri ha detto...

Ed è stata una esperienza positiva?